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Il romanzo di formazione di una donna, questo Teresa, in cui però la biografia, i meri “fatti di una vita”, sono quasi totalmente assorbiti, riempiti, dalle vicende sentimentali, dalle relazioni, e non solo da quelle d’amore anche da quelle familiari e amicali, della protagonista. 

Siamo nella seconda metà dell’ottocento, in un paese in provincia di Cremona, e Teresa è la prima dei cinque figli del signor Caccia, un esattore delle imposte. 

La troviamo quindicenne, all’inizio della storia, e procedendo per ellissi, la seguiamo per una trentina d’anni. Se nodo della vicenda è la relazione che la giovane donna instaura con Egidio Orlandi, relazione cui, per buona parte della storia, sarà costretta a rinunciare (per via delle imposizioni paterne) e che prende quindi forme diverse, nelle diverse fasi del romanzo, ugualmente importanti sono, nell’economia della storia, le vite della madre di Teresa, la signora Soave, così come quelle delle tre sorelle e del fratello. 

Non è un romanzo di denuncia, questo, di Anna Zuccari quanto una precisa presa di posizione in un’epoca, e in un paese, in cui il conflitto fra clericali e anticlericali era fortissimo, e riguardava qualsiasi ambito, pubblico e privato, e trovava nella morale la sua maggiore forma di espressione.   

Non tutti i personaggi sono infelici nelle epoche in cui sono le regole vuote e gli zelanti (come li definisce la protagonista a fine romanzo), a decidere della vita dei singoli. Se le sorelle della protagonista troveranno, infatti, la loro strada, chi per conformismo, attraverso il matrimonio, e chi per capacità e tempra nel lavoro, diventando maestra, a farne le spese rimarranno i più fragili (la madre: tutta la vita sacrificata alle regole del marito) o i ribelli: Teresa, e suo fratello Carlino. 

Non è detto che a ribellarsi si abbia sempre fortuna, ma vale sempre la pena provarci: questo, sembra suggerirci Zuccari. 

Uscito per la prima volta nel 1886 questo bel romanzo fu ripubblicato nella collana “Centopagine” da Italo Calvino, con un’introduzione di Luigi Baldacci. Efficaci i dialoghi, liriche, e spesso straordinarie, le descrizioni.

 

Neera

 

Saggista, romanziera, poeta, Anna Zuccari Radius (Neera: dal nome di una ninfa greca) è nata a Milano nel 1846, dove è morta nel 1918. 

Ha cominciato a pubblicare nelle maggiori riviste dell’epoca (L’Illustrazione italianaIl MarzoccoIl Corriere della Sera) a partire dal 1875. Ha scritto novelle, e più di venti romanzi, di cui i migliori sono, probabilmente, quelli della Trilogia della donna giovane e Un duello d’anime. In contatto con Croce, Capuana, Verga e De Roberto, fu saggista, amica e collaboratrice di Sibilla Aleramo e di Erminia Majno.

 

Libri utili: 

A. Arslan M. Pasqui, (a cura di), Ritratto di signora: Neera (Anna Radius Zuccari) e il suo tempo, Milano, 1999

 

A. Arslan, Dame, galline e regine, la scrittura femminile in Italia fra 800 e 900, Mi, 1998

M. G. Cossu, Lo specchio di Venere. La scrittura autobiografica di Neera, Ada Negri, Marina Jarre e Lalla Romano, Sassaris, 2009

A. Folli, Neera, Ada Negri, Sibilla Aleramo, Mi, 2000

G. Raya, Storia dei generi letterari italiani. Il romanzo, Milano, 1950

F. Sanvitale, La camera ottica, To, 1999

G. Tellini, Il romanzo italiano dell'Ottocento e Novecento, Milano, 2000

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