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In questo L’eredità Ferramonti, il romanzo di Gaetano Chelli del 1883, a dominare l’azione è Irene Carelli, la bella figlia di un commerciante romano che sposa Pippo Ferramonti, anche lui legato alla borghesia mercantile: il padre è Gregorio Ferramonti, un ricco fornaio che ha accumulato una fortuna.

Irene non ha solo i tratti e le dinamiche di donna accentratrice, senza cuore, modello della femme fatale destinata a portare disordine e distruzione, come tante che l’hanno preceduta o che sono venute dopo (da Elena a Pandora, e passando per Lady Macbeth, fino alla Salomé di Oscar Wilde o la Conchita di Pierre Louÿs), Irene vuole possedere beni, appartamenti, azioni, e tutto quello che, per via di seduzione, riuscirà ad ottenere.

Poco importa se andrà tutto, o meno, come vuole lei, quel che è certo è che non si rassegnerà.

Sono gli anni, per Roma, degli scandali e degli intrighi (fra cui, come si sa, il più famoso è quello della Banca Romana, nel 1892), e come personaggi da commedia, ruotano intorno alla belle dame sans merci, il marito Filippo, innamorato di lei fino a morirne; il cognato Mario, dalla fragile identità, morirà anche lui, ma di morte violenta; il suocero, Gregorio Ferramonti e una serie di altre personaggi minori, tutti, in qualche modo legati alla nascente borghesia romana.

Una storia piena di colpi di scena, scritta in un italiano piano e scorrevole, molto attento alle cose e all’importanza che esse hanno nella vita degli esseri umani. 

Una vicenda emozionante di un autore poco assimilabile alla realtà culturale italiana del tempo, perché distante dalla retorica e troppo poco sentimentale.

Gaetano Carlo Chelli

Nato a Massa Carrara nel 1847, Gaetano Carlo Chelli è stato fra i primi romanzieri ad ambientare le sue storie nella Capitale.

Redattore di "Cronaca Bizantina", la nota (all'epoca) rivista diretta da Angelo Sommaruga, aveva gestito, da ragazzo, "L'Apuano" un bollettino per atti giudiziari e amministrativi.

Trasferitosi a Roma per motivi di lavoro, Chelli ci rimane fino alla morte, nel 1904.

Ha scritto racconti e romanzi, dimenticati già poco dopo la pubblicazione.

Lo riporta alla ribalta Italo Calvino, che nel 1972 pubblica, su proposta e a cura di Roberto Bigazzi, il suo libro libro più notevole, questo "L'eredità Ferramonti", nella collana "Centopagine". Mauro Bolognini, nel 1976, ne ha tratto un film con Dominique Sanda, Fabio Testi ed Anthony Quinn.

Libri utili: 

L. Oliva, Il realismo borghese di Gaetano Carlo Chelli, Roma, 2007 

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